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Il Gioberti che LiberaAggiungo qui sotto l'articolo di presentazione del nostro presidio pubblicato nell'ultimo numero del JoeBerti, giornalino del nostro liceo
Il Gioberti che LIBERA Tutti ascoltavano il suo racconto con indignato silenzio, provando unanime ammirazione per il suo coraggio e disgusto per una società irrimediabilmente corrotta. Quel venerdì di dicembre nella sala riunioni di casa Acmos ad ascoltare Pino Masciari, imprenditore calabrese oggi costretto a una vita di isolamento e rinunce per essersi opposto alle pressioni della ‘Ndrangheta, erano riuniti membri di Libera, Terra del fuoco, Acmos, tra cui il presidente Davide Mattiello, ma soprattutto molti ragazzi e ragazze, studenti di diverse scuole piemontesi. E mentre Pino, tradendo una certa commozione, raccontava forse per l’ennesima volta la sua storia, i suoi occhi umidi per le lacrime, più volte scontratisi contro muri di indifferenza, sembravano cercare segnali di speranza tra i volti giovani che lo circondavano. La risposta a questa velata richiesta di aiuto e di collaborazione non tardò ad arrivare. Alcuni ragazzi del Gioberti, che da qualche settimana stavano maturando l’idea di costituire un presidio, cioè un gruppo autogestito, all’interno di Libera, trovarono nelle parole di Pino il motore scatenante che li spinse finalmente a realizzare le loro intenzioni. Ed ecco che, in quello stesso gelido pomeriggio, quei ragazzi finalmente fondano il presidio, il cui referente diventa lo stesso Pino Masciari, che volentieri suggella la nascita del gruppo con la sua autorevole firma. Un mese più tardi, al coordinamento generale di Libera Piemonte, il presidio è ufficialmente presentato da Mattiello e viene dedicato a Renata Fonte, una delle prime donne vittime della mafia, che, per aver perseguito i suoi ideali fino alla fine in una determinata e strenua lotta contro la criminalità organizzata, ne rimase irrimediabilmente colpita. Renata Fonte fu uccisa il 30 marzo del 1984 a Nardò, un paese in provincia di Lecce, per essersi opposta alla lottizzazione e alla speculazione edilizia del parco naturale di “Porto Selvaggio” e per aver sempre rifiutato apertamente ogni forma di ingiustizia in nome della legalità e dell’amore per la sua terra. Ed è nel ricordo di un grande personaggio come questo che il presidio del Gioberti inaugura il suo ingresso nella rete di Libera. Perché la memoria, innanzitutto, è uno degli impegni fondamentali che ogni presidio si assume, la memoria per un passato costellato di stragi orribili e di vittime eroiche che non devono rischiare di cadere nell’oblio. In secondo luogo è indispensabile per i “presidianti” una costante documentazione e continui approfondimenti su temi riguardanti mafia e legalità e infine un impegno più concreto e attivo, che si può risolvere nell’organizzazione di assemblee e riunioni, nella partecipazione alle iniziative promosse da Libera, ma anche in concerti, spettacoli, o qualsiasi altra forma di espressione artistica, in modo che ciascuno possa offrire quanto è nelle sue risorse e capacità per impreziosire il mondo di Libera e per sentirsene parte integrante. Il presidio “Renata Fonte”, che per ora, sia per la sua recente nascita sia per l’età media dei suoi componenti, è tra i più giovani in tutt’Italia, sta ancora muovendo i suoi primi incerti passi, ma una delle sue più convinte speranze è quella di riuscire ad allargarsi all’interno dei muri dello stesso Gioberti, raccogliendo un numero sempre maggiore di adesioni, per poter diventare magari “Il presidio degli studenti” e vantare un’ appartenenza rigorosamente giobertina.
Ivan
RenataLa donna a cui è deicata il nostro presidio : Renata Fonte
Per scoprire la sua storia o saperne di più clicca sul link sottostante.
Firma contro la moratoria all'aborto!!!Fai valere il tuo orgoglio di essere donna!!Parte via web un appello ai leader del centrosinistra per dare una risposta all'offensiva clericale contro l'aborto e la norma che lo regola. Si può firmare all'indirizzo: Per leggere l'articolo: http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=6395 Viaggio ad Auschwitz....impressioni....Dopo un'esperienza del genere torni acasa e ti senti fortunato....pensi che è stata davvero solo fortuna.... Memoria..."Prima sono venuti a prendere gli ebrei, ed io non ho alzato la voce perchè non ero ebreo. Poi sono venuti a prendere i comunisti, ed io non ho alzato la voce perchè non ero comunista. Poi sono venuti a prendere i sindacalisti, ed io non ho alzato la voce perchè non ero sindacalista. Poi sono venuti a prendere me, ma non era rimasto nessuno per alzare la voce in mia difesa" M. Niemoller Pastore evangelico tedesco, vittima dei campi di sterminio nazisti.
Lettera per Pino MasciariCaro Pino, non ti ringrazieremo mai abbastanza per la disponibilità che ci hai dimostrato accettando di essere il referente del nostro presidio. Scusaci se non siamo riusciti a dimostrarti la nostra gratitudine in quel pomeriggio di dicembre , ma l’imbarazzo e l’emozione hanno avuto il sopravvento: per noi, ancora giovani e ingenui davanti alla vita, è importante sentire la tua presenza, la presenza di un uomo come te,un uomo che ha saputo lottare per ciò in cui credeva. Grazie alla tua storia abbiamo capito che la giustizia non è così scontata, ma che raggiungerla richiede sacrifici , dei sacrifici che la maggior parte della gente, di noi, non è disposto a fare. Dalla tua voce rotta dall’emozione ci è tragicamente apparso più vicino, più concreto e più terribile quello che prima era un fantasma lontano, sfocato,appena visibile: la mafia c’è, tu l’hai vista,tu l’hai toccata, tu ne sei stato ferito, e nonostante questo hai continuato a combatterla. Finchè ci saranno uomini come te che hanno il coraggio e l’umiltà di mostrare le proprie ferite a chi è ignaro e inconsapevole,a chi sa ma finge di non sapere, a chi è indifferente, a chi ha paura,continuerà a sopravvivere una speranza . GRAZIE PINO Il presidio “ Renata Fonte”
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