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Tutto taceIn una sua canzone Jovanotti diceva: "il giorno cambia leggi e cambia governi
e passano le estati e passano gli inverni"... e così sono passati 11 anni e 3 settimane di presidio permanente e niente è ancora cambiato, nonostante siano finite le elezioni, nonostante l'appoggio di migliaia di persone che si sono rese conto che in Italia c'è qualcosa che non va... Eppure... Eppure al governo è salita la parte sbagliata, quella che per 5 anni ha tolto la scorta alla famiglia Masciari.... E non voglio dire che anche l'altra parte abbia fatto meno schifo perchè in undici anni sono cambiati 3 governi...
Insomma non si può andare avanti così, e lo dico io che per quasta lotta oltre alla presenza nn ho fatto più di tanto... Non si può spingere un uomo con la sua famiglia al limite della sopportazione umana, torturandolo psicologicamente... perchè è di tortura che si parla... Torturare un uomo, una donna e 2 bambini (ormai adolescenti) il cui solo reato è aver denunciato un si
stema corrotto?!?!?!?
Qual è la giustizia allora??? dov'è la giustizia in questa storia??
Giulia presidio al presidioecco l'intervento del presidio al presidio in piazza castello
buona visione Insieme con PinoLa veglia di solidarietà per Pino continua. Questo è il secondo giorno di presidio permanente davanti alla prefettura e noi cerchiamo di fare il possibile per dare il nostro sostegno alla lotta di Pino e per sostenere il suo rischioso ma eroico gesto di estrema protesta. Vorrei condividere la rabbia di Giulia espressa nell’intervento precedente per questo Stato che in questo caso, ancora una volta, si è dimostrato inefficiente e deludente per aver permesso a un uomo come Pino di arrivare a una decisione così disperata e estrema, per quanto inevitabile e necessaria. Più di 11 anni fa Pino ha deciso di scegliere la giustizia. Ha deciso di dire basta ad un sistema malavitoso e corrotto al quale troppo a lungo aveva accondisceso. Ha deciso di denunciare quel sistema, di abbandonare ogni omertosa esitazione e di rifiutare ogni subdola coercizione da parte della 'Ndrangheta e delle sue ramificazioni. La ricompensa per tutto questo? Una vita che è difficile da considerare tale; l’esilio dalla sua terra, un’addio definitivo al lavoro, agli affetti, alla libertà. Ad 11 anni dalla sua coraggiosa denuncia, Pino ancora aspetta un riscontro da parte dello stato, che non è stato in grado di rispondere in maniera esaustiva alle sue semplici e basilari richieste: un adeguato programma di protezione e il ritorno a una vita normale e all’esercizio della sua professione di imprenditore. 11 anni sono passati, e ancora non è cambiato nulla. 11 anni di vita impossibile per la famiglia Masciari. 11 anni di inerzia e indifferenza da parte di politici e istituzioni. Alla luce di questi fatti non stupisce che Pino sia partito per la Calabria, lunedì mattina. E non è un gesto azzardato, una decisione repentina e improvvisa. È la sola risposta all’esasperazione. Tornando in Calabria, nel luogo per lui più pericoloso, Pino non si è addentrato nella tana del lupo. Ma è scappato piuttosto da un posto dove la vita gli veniva preclusa, una tana ancor più stretta e soffocante, resa tale da quei potenti che non sono stati in grado di assicurargli i più ovvi diritti e le più naturali esigenze che un uomo può avere. Loro sono i veri lupi. Loro sono i carnefici che hanno divorato la vita e la pazienza di Pino fino allo stremo, fino allo sfinimento, ignorando la portata del suo gesto di giustizia, del suo sacrificio, ignorando le sue richieste, ignorando le sue lacrime. Pino adesso è sceso in campo, perché vuole combattere la sua lotta fino alla fine, e per questo è tornato nel luogo dove questa lotta faticosa ha avuto inizio. Ho visto poco fa dei video sul suo sito in cui risponde al telefono alle domande di un intervistatore radiofonico, i cui interventi mi hanno fatto rabbrividire: “gli imprenditori qui in Calabria dovrebbero sottostare al sistema mafioso, se vogliono assicurarsi una tranquilla attività lavorativa e se vogliono evitare di incorrere in rischiose situazioni. Lei cosa ne pensa?”. È lodevole anche stavolta il sangue freddo di Pino, che davanti all’assurdità di queste parole (dimostrazione della diffusa e pericolosa mentalità mafiosa della paura e dell’omertà sempre presente in Calabria) ha saputo rispondere con tono deciso, dimostrando come sempre il suo forte senso di giustizia e di legalità. Ammiro sempre di più quest’uomo, ammiro la sua azione, il suo coraggio e la sua grande umanità. Ed è per questo che, così come oggi pomeriggio, domenica sarò davanti alla prefettura insieme agli altri del Renata Fonte per svolgere con entusiasmo e convinzione il nostro turno di presidio. Perché la lotta di Pino DEVE concludersi con una vittoria. Perché da qualche parte è rimasto ancora un frammento di giustizia in questa terra corrotta.
Ivan PensieriDa un momento all'altro aspetto che accada qualcosa, e non è una sensazione positiva, penso al peggio perchè non riesco più a fidarmi di uno stato che promette e parla al vento, ancora di più ora che giorno dopo giorno scopro che per 3 schifosissime firme la vita di una famiglia è appesa a un filo. E se la mia brutta sensazione dovesse diventare realtà (ovvimente spero che rimanga a vita una sensazione), dicevo, se dovesse diventare realtà, a quel punto non sarà più colpa esclusivamente della mafia, non sarà più colpa di quella che è la macchia dell'Italia, ma sarà anche colpa di uno stato che per 11 anni non ha agito, uno stato che si è rifiutato di agire,che ha isolato, "deportato" un uomo con la sua famiglia, permettendogli di domandarsi più volte se il suo gesto di denuncia fosse stato giusto. e a quel punto urlerò al mondo intero che sì "LA MAFIA è UNA MONTAGNA DI MERDA", ma anche, che vivo in uno stato ASSASSINO!!!
Scusate, le mie sono solo riflessioni e momenti di sconforto, e probabilmente cose del genere non dovrei neanche minimamente pensarle, ma la mia diffidenza mi porta anche a questo. Ovviamente spero e voglio credere che la situazione di Pino si risolva nel migliore dei modi. NON è SOLO, LA SOCETà RESPONSABILE è con lui e lo sosterrà finchè lui continuerà a combattere.
Giulia Pino MasciariL’IMPRENDITORE CALABRESE GIUSEPPE (PINO) MASCIARI TESTIMONE DI GIUSTIZIA LASCIA LA LOCALITA’ PROTETTA SENZA SCORTA PER RECARSI IN CALABRIA COME FORMA ESTREMA DI PROTESTA IN ATTESA DELLA RISPOSTA DELLE ISTITUZIONI E CONTEMPORANEAMENTE CHIEDE PER LA FAMIGLIA ASILO POLITICO O ADOZIONE AD ALTRO STATO
In piazza Castello fino al 14 aprile si tiene un presidio di protesta sotto la prefettura 24/24 ore per solidarietà e vicinanza a Pino,con volantinaggio e informazione ai cittadini su quello che sta succedendo a Pino e alla sua famiglia. |
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