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visita pastoraleCari si conclude il primo anno di presidio con un po' di esperienza in più e tanti amici incontrati...
é stato un anno molto molto intenso. La cosa che forse rattrista di più è che la partecipazione di alcuni non è stata sempre molto alta, si spera che la situazione cambi... un breve sommario della visita pastorale: davide e josè sono fieri di noi e sperano che il nostro impegno rimanga sempre alto, soprattutto ora che la nostra madrina è diventata "responsabile" (è solo un ruolo, nn un aggettivo :P) della tromba del trambusto... yeah!!!
tutto qui.. lasciate commeti o migliorate quest'intervento.. ciao a tutti.| testimonianzaLa testimonianza di Sabrina e Viviana Matragola figlie di Renata Fonte
Un mese dopo nasceva il nostro presidio... 1-2 maggio ROMASono tornata ieri notte da Roma con l'amarezza nel cuore perchè tutto ciò in cui avevo sperato andando giu non si è realizzato! Ho conosciuto Marisa, Francesco e Ottavia e al ritorno dalla "convocazione" ho visto l'ennesima delusione e non ci sono parole di conforto o abbracci abbastanza forti per far passare quei brutti pensieri per quelle mille promesse che ancora una volta non sono state rispettate e che ancora una volta fanno pensare "ma abbiamo fatto bene?"
é stato brutto vedere la faccia di francesco cambiare, non parlare, se non interrogato, per tutta la sera e vedere nei suoi occhi azzurrissimi che la speranza del mattino era andata via con il sole per lasciare posto alla delusione forse per aver creduto che le cose finalmente potevano cambiare!
Voglio abbandonare però i pensieri tristi, e dirvi quanto immensa sia la forza di Marisa Pino Francesco e Ottavia. sono una famiglia fantastica e li ringrazio perchè mi hanno dato ancora più forza per cercare di cambiare questo mondo, perchè lamentarsi non serve a niente, bisogna agire, parlare, dimostrare che questo mondo non ci piace non perchè è un'abitudine dirlo ma perchè davvero è così, prechè crediamo anche che le cose possano cambiare, quindi tiriamoci di nuovo su le maniche e ripartiamo da dove ci eravamo interrotti!!!
Buona "rivoluzione" a tutti baci Giulia
UN UOMO DOVREBBE LAVARE I PIATTI
Non sei un uomo se come un frate chiedi perdono.
Non sei un uomo se a fare mazzate non sei buono.
Non sei un uomo se tua moglia di te se ne fotte. Non sei uomo se.. se non la gonfi di botte.
Non sei un uomo se non guidi le macchine grosse. Non sei un uomo se non tiri due ganci alle giostre.
Non sei un uomo se hai paura di tornare in carcere. Non sei un uomo sei gay se ti metti a piangere.
Non sei un uomo e farai una brutta fine. Non sei un uomo... se non hai la pancia sferica.
Non sei un uomo senz'abito buono alla domenica. Non sei un uomo se di notte non vai al bordello.
Non sei un uomo... se non ti tira il pisello. Non sei un uomo se ti arrendi e non mostri gli artigli.
Non sei un uomo se non prendi a ceffoni i tuoi figli. Non sei un uomo se il rispetto che hai non ti basta.
Lo sai cosa ti manca? Un ferro nella tasca. Non sei un uomo e farai una brutta fine.
RIT: Non ascoltare questi maldicenti. Non si va avanti con la forza ma con la forza degli argomenti. Non ascoltare questi mentecatti. Un vero uomo si dovrebbe alzare per lavare i piatti. Un vero uomo dovrebbe lavari i piatti. Non sei un uomo se non hai lo stereo più potente. E poi si vede dalla foto che hai sulla patente. Non sei un uomo se perdi tempo a studiare i libri. Se sei un uomo.. meglio che inizi con gli scippi. Non sei un uomo se ti beccano la piantagione. Non sei un uomo se dalla prigione fai il mio nome.
Non sei un uomo se mi fotti, che se me ne accorgo. Non sei un uomo vivo, tu sei un uomo morto. Non sei un uomo e farai una brutta fine. RIT.
Ho scoperto che Pino cucina e LAVA I PIATTI! :D ma non avevo mai avuto dubbi... Sapevo gia che Pino è un uomo con moltissime sfere di cristallo!
Tutto taceIn una sua canzone Jovanotti diceva: "il giorno cambia leggi e cambia governi
e passano le estati e passano gli inverni"... e così sono passati 11 anni e 3 settimane di presidio permanente e niente è ancora cambiato, nonostante siano finite le elezioni, nonostante l'appoggio di migliaia di persone che si sono rese conto che in Italia c'è qualcosa che non va... Eppure... Eppure al governo è salita la parte sbagliata, quella che per 5 anni ha tolto la scorta alla famiglia Masciari.... E non voglio dire che anche l'altra parte abbia fatto meno schifo perchè in undici anni sono cambiati 3 governi...
Insomma non si può andare avanti così, e lo dico io che per quasta lotta oltre alla presenza nn ho fatto più di tanto... Non si può spingere un uomo con la sua famiglia al limite della sopportazione umana, torturandolo psicologicamente... perchè è di tortura che si parla... Torturare un uomo, una donna e 2 bambini (ormai adolescenti) il cui solo reato è aver denunciato un si
stema corrotto?!?!?!?
Qual è la giustizia allora??? dov'è la giustizia in questa storia??
Giulia presidio al presidioecco l'intervento del presidio al presidio in piazza castello
buona visione Insieme con PinoLa veglia di solidarietà per Pino continua. Questo è il secondo giorno di presidio permanente davanti alla prefettura e noi cerchiamo di fare il possibile per dare il nostro sostegno alla lotta di Pino e per sostenere il suo rischioso ma eroico gesto di estrema protesta. Vorrei condividere la rabbia di Giulia espressa nell’intervento precedente per questo Stato che in questo caso, ancora una volta, si è dimostrato inefficiente e deludente per aver permesso a un uomo come Pino di arrivare a una decisione così disperata e estrema, per quanto inevitabile e necessaria. Più di 11 anni fa Pino ha deciso di scegliere la giustizia. Ha deciso di dire basta ad un sistema malavitoso e corrotto al quale troppo a lungo aveva accondisceso. Ha deciso di denunciare quel sistema, di abbandonare ogni omertosa esitazione e di rifiutare ogni subdola coercizione da parte della 'Ndrangheta e delle sue ramificazioni. La ricompensa per tutto questo? Una vita che è difficile da considerare tale; l’esilio dalla sua terra, un’addio definitivo al lavoro, agli affetti, alla libertà. Ad 11 anni dalla sua coraggiosa denuncia, Pino ancora aspetta un riscontro da parte dello stato, che non è stato in grado di rispondere in maniera esaustiva alle sue semplici e basilari richieste: un adeguato programma di protezione e il ritorno a una vita normale e all’esercizio della sua professione di imprenditore. 11 anni sono passati, e ancora non è cambiato nulla. 11 anni di vita impossibile per la famiglia Masciari. 11 anni di inerzia e indifferenza da parte di politici e istituzioni. Alla luce di questi fatti non stupisce che Pino sia partito per la Calabria, lunedì mattina. E non è un gesto azzardato, una decisione repentina e improvvisa. È la sola risposta all’esasperazione. Tornando in Calabria, nel luogo per lui più pericoloso, Pino non si è addentrato nella tana del lupo. Ma è scappato piuttosto da un posto dove la vita gli veniva preclusa, una tana ancor più stretta e soffocante, resa tale da quei potenti che non sono stati in grado di assicurargli i più ovvi diritti e le più naturali esigenze che un uomo può avere. Loro sono i veri lupi. Loro sono i carnefici che hanno divorato la vita e la pazienza di Pino fino allo stremo, fino allo sfinimento, ignorando la portata del suo gesto di giustizia, del suo sacrificio, ignorando le sue richieste, ignorando le sue lacrime. Pino adesso è sceso in campo, perché vuole combattere la sua lotta fino alla fine, e per questo è tornato nel luogo dove questa lotta faticosa ha avuto inizio. Ho visto poco fa dei video sul suo sito in cui risponde al telefono alle domande di un intervistatore radiofonico, i cui interventi mi hanno fatto rabbrividire: “gli imprenditori qui in Calabria dovrebbero sottostare al sistema mafioso, se vogliono assicurarsi una tranquilla attività lavorativa e se vogliono evitare di incorrere in rischiose situazioni. Lei cosa ne pensa?”. È lodevole anche stavolta il sangue freddo di Pino, che davanti all’assurdità di queste parole (dimostrazione della diffusa e pericolosa mentalità mafiosa della paura e dell’omertà sempre presente in Calabria) ha saputo rispondere con tono deciso, dimostrando come sempre il suo forte senso di giustizia e di legalità. Ammiro sempre di più quest’uomo, ammiro la sua azione, il suo coraggio e la sua grande umanità. Ed è per questo che, così come oggi pomeriggio, domenica sarò davanti alla prefettura insieme agli altri del Renata Fonte per svolgere con entusiasmo e convinzione il nostro turno di presidio. Perché la lotta di Pino DEVE concludersi con una vittoria. Perché da qualche parte è rimasto ancora un frammento di giustizia in questa terra corrotta.
Ivan PensieriDa un momento all'altro aspetto che accada qualcosa, e non è una sensazione positiva, penso al peggio perchè non riesco più a fidarmi di uno stato che promette e parla al vento, ancora di più ora che giorno dopo giorno scopro che per 3 schifosissime firme la vita di una famiglia è appesa a un filo. E se la mia brutta sensazione dovesse diventare realtà (ovvimente spero che rimanga a vita una sensazione), dicevo, se dovesse diventare realtà, a quel punto non sarà più colpa esclusivamente della mafia, non sarà più colpa di quella che è la macchia dell'Italia, ma sarà anche colpa di uno stato che per 11 anni non ha agito, uno stato che si è rifiutato di agire,che ha isolato, "deportato" un uomo con la sua famiglia, permettendogli di domandarsi più volte se il suo gesto di denuncia fosse stato giusto. e a quel punto urlerò al mondo intero che sì "LA MAFIA è UNA MONTAGNA DI MERDA", ma anche, che vivo in uno stato ASSASSINO!!!
Scusate, le mie sono solo riflessioni e momenti di sconforto, e probabilmente cose del genere non dovrei neanche minimamente pensarle, ma la mia diffidenza mi porta anche a questo. Ovviamente spero e voglio credere che la situazione di Pino si risolva nel migliore dei modi. NON è SOLO, LA SOCETà RESPONSABILE è con lui e lo sosterrà finchè lui continuerà a combattere.
Giulia Pino MasciariL’IMPRENDITORE CALABRESE GIUSEPPE (PINO) MASCIARI TESTIMONE DI GIUSTIZIA LASCIA LA LOCALITA’ PROTETTA SENZA SCORTA PER RECARSI IN CALABRIA COME FORMA ESTREMA DI PROTESTA IN ATTESA DELLA RISPOSTA DELLE ISTITUZIONI E CONTEMPORANEAMENTE CHIEDE PER LA FAMIGLIA ASILO POLITICO O ADOZIONE AD ALTRO STATO
In piazza Castello fino al 14 aprile si tiene un presidio di protesta sotto la prefettura 24/24 ore per solidarietà e vicinanza a Pino,con volantinaggio e informazione ai cittadini su quello che sta succedendo a Pino e alla sua famiglia. Mafia, lo schiaffo di BariL'esercito di don Ciotti "La mafia non passerà"di Raffaele Lorusso
I centomila di don Ciotti. Vendola: scusate per i cannoli. Successo oltre ogni previsione della manifestazione in ricordo delle vittime della criminalità organizzata
Gli organizzatori parlano di centomila persone: 70mila arrivate da fuori, anche da altri Paesi europei, e 30mila pugliesi. Quello che conta davvero, però, è il clima. Fra la folla del corteo, fra le bandiere delle associazioni e gli striscioni delle scuole, si moltiplicano sorrisi che esprimono voglia di futuro. Ad aprire il corteo ci sono i familiari delle vittime, circa 400 persone, che hanno saputo trasformare il dolore in speranza e impegno. Don Luigi Ciotti, dominus della manifestazione, dice che quel posto spetta a loro di diritto. «Vi accogliamo con tutto l´amore e la fratellanza di cui la nostra città è capace - annuncia il sindaco Michele Emiliano - Siete venuti da tante parti d´Italia in treno, in autobus, in aereo, in auto. Partiamo oggi da Bari verso un futuro importante che cambierà l´Italia». Emiliano sfila in mezzo alla gente, stringendo mani, regalando sorrisi e posando per le foto ricordo. Il sindaco è soddisfatto. «Oggi, anzi a partire da ieri - dice - un´energia che è sicuramente partita dal martirio delle vittime, si è abbattuta sulla città, che ha sempre avuto paura di guardare in faccia alle cose belle. Spesso abbiamo utilizzato il cinismo come arma di difesa. Oggi i baresi abbassano le difese e si aprono all´antimafia sociale. Finalmente l´ingenuità sta soppiantando le barriere che ci sono fra noi. Stiamo riprendendo ad essere ottimisti attraverso l´ingenuità». Questo è l'articolo più lungo che ho trovato sulla giornata del 15 marzo... Gli altri giornali avevano dedicato giusto un trafiletto, il che mi sembra a dir poco scandaloso, perchè una giornata importante come questa non deve di certo essere trattata come una notizia di 4 classe...
Per quanto mi riguarda sabato sarà una di quelle giornate che non dimenticherò, è stata intensa, anche un po' dolorosa (chiedetelo ai miei piedi :) ) però è servita per farmi capire che quello che stiamo facendo non è inutile, che quelle 100000 persone in una città come Bari, dove Libera non ha ancora una sede, significano qualcosa!
Sono felice di aver assistito al discorso del presidente della Regione, e di don Ciotti, che con le lacrime apre il suo ennesimo invito a lottare per la legalità...
Sono felice di essere una PERSONA RESPONSABILE, perchè mi distinguo, anzi ci distinguiamo, dalle milioni di persone "civili" che fanno finta di niente, che preferiscono stare zitte o che dedicano alla lotta alla mafia un trafiletto di 5 righe...
Giulia
PoesiaE sono ancora qui che cerco di scrivere una storia, la mia storia...Ma cosa scrivere, di me, io, poeta mai nota?.. Io essere umano che vivo di pane illusioni e speranze come mille altri, io che volevo cantare l'antico inno della Vita. Qualcuno ha fatto tacere la mia voce.. ma c'è ancora in sottofondo un motivo di poche note, un ritornello struggente che esce da qualche angolo del mio animo e che è il tema musicale di tutto ciò che ho dentro..
Renata Fonte Graziella CampagnaIeri sera ho guardato su rai uno la fiction su Graziella Campagna,secondo il mio modesto parere ben fatta.
Perciò stamattina mi sono appassionata della vicenda e ho fatto qualche ricerca su Internet.
I seguenti sono i risultati,è una storia che merita di essere conosciuta.
Francesca
Il 12 dicembre del 1985 una diciassettenne di Saponara, impiegata in una tintoria, veniva uccisa dalla mafia per aver trovato in una camicia da lavare un documento che non avrebbe dovuto leggere. A un anno dalla condanna in primo grado degli esecutori, le motivazioni della sentenza ancora non sono state rese note.
Il Gioberti che LiberaAggiungo qui sotto l'articolo di presentazione del nostro presidio pubblicato nell'ultimo numero del JoeBerti, giornalino del nostro liceo
Il Gioberti che LIBERA Tutti ascoltavano il suo racconto con indignato silenzio, provando unanime ammirazione per il suo coraggio e disgusto per una società irrimediabilmente corrotta. Quel venerdì di dicembre nella sala riunioni di casa Acmos ad ascoltare Pino Masciari, imprenditore calabrese oggi costretto a una vita di isolamento e rinunce per essersi opposto alle pressioni della ‘Ndrangheta, erano riuniti membri di Libera, Terra del fuoco, Acmos, tra cui il presidente Davide Mattiello, ma soprattutto molti ragazzi e ragazze, studenti di diverse scuole piemontesi. E mentre Pino, tradendo una certa commozione, raccontava forse per l’ennesima volta la sua storia, i suoi occhi umidi per le lacrime, più volte scontratisi contro muri di indifferenza, sembravano cercare segnali di speranza tra i volti giovani che lo circondavano. La risposta a questa velata richiesta di aiuto e di collaborazione non tardò ad arrivare. Alcuni ragazzi del Gioberti, che da qualche settimana stavano maturando l’idea di costituire un presidio, cioè un gruppo autogestito, all’interno di Libera, trovarono nelle parole di Pino il motore scatenante che li spinse finalmente a realizzare le loro intenzioni. Ed ecco che, in quello stesso gelido pomeriggio, quei ragazzi finalmente fondano il presidio, il cui referente diventa lo stesso Pino Masciari, che volentieri suggella la nascita del gruppo con la sua autorevole firma. Un mese più tardi, al coordinamento generale di Libera Piemonte, il presidio è ufficialmente presentato da Mattiello e viene dedicato a Renata Fonte, una delle prime donne vittime della mafia, che, per aver perseguito i suoi ideali fino alla fine in una determinata e strenua lotta contro la criminalità organizzata, ne rimase irrimediabilmente colpita. Renata Fonte fu uccisa il 30 marzo del 1984 a Nardò, un paese in provincia di Lecce, per essersi opposta alla lottizzazione e alla speculazione edilizia del parco naturale di “Porto Selvaggio” e per aver sempre rifiutato apertamente ogni forma di ingiustizia in nome della legalità e dell’amore per la sua terra. Ed è nel ricordo di un grande personaggio come questo che il presidio del Gioberti inaugura il suo ingresso nella rete di Libera. Perché la memoria, innanzitutto, è uno degli impegni fondamentali che ogni presidio si assume, la memoria per un passato costellato di stragi orribili e di vittime eroiche che non devono rischiare di cadere nell’oblio. In secondo luogo è indispensabile per i “presidianti” una costante documentazione e continui approfondimenti su temi riguardanti mafia e legalità e infine un impegno più concreto e attivo, che si può risolvere nell’organizzazione di assemblee e riunioni, nella partecipazione alle iniziative promosse da Libera, ma anche in concerti, spettacoli, o qualsiasi altra forma di espressione artistica, in modo che ciascuno possa offrire quanto è nelle sue risorse e capacità per impreziosire il mondo di Libera e per sentirsene parte integrante. Il presidio “Renata Fonte”, che per ora, sia per la sua recente nascita sia per l’età media dei suoi componenti, è tra i più giovani in tutt’Italia, sta ancora muovendo i suoi primi incerti passi, ma una delle sue più convinte speranze è quella di riuscire ad allargarsi all’interno dei muri dello stesso Gioberti, raccogliendo un numero sempre maggiore di adesioni, per poter diventare magari “Il presidio degli studenti” e vantare un’ appartenenza rigorosamente giobertina.
Ivan
RenataLa donna a cui è deicata il nostro presidio : Renata Fonte
Per scoprire la sua storia o saperne di più clicca sul link sottostante.
Firma contro la moratoria all'aborto!!!Fai valere il tuo orgoglio di essere donna!!Parte via web un appello ai leader del centrosinistra per dare una risposta all'offensiva clericale contro l'aborto e la norma che lo regola. Si può firmare all'indirizzo: Per leggere l'articolo: http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=6395 Viaggio ad Auschwitz....impressioni....Dopo un'esperienza del genere torni acasa e ti senti fortunato....pensi che è stata davvero solo fortuna.... Memoria..."Prima sono venuti a prendere gli ebrei, ed io non ho alzato la voce perchè non ero ebreo. Poi sono venuti a prendere i comunisti, ed io non ho alzato la voce perchè non ero comunista. Poi sono venuti a prendere i sindacalisti, ed io non ho alzato la voce perchè non ero sindacalista. Poi sono venuti a prendere me, ma non era rimasto nessuno per alzare la voce in mia difesa" M. Niemoller Pastore evangelico tedesco, vittima dei campi di sterminio nazisti.
Lettera per Pino MasciariCaro Pino, non ti ringrazieremo mai abbastanza per la disponibilità che ci hai dimostrato accettando di essere il referente del nostro presidio. Scusaci se non siamo riusciti a dimostrarti la nostra gratitudine in quel pomeriggio di dicembre , ma l’imbarazzo e l’emozione hanno avuto il sopravvento: per noi, ancora giovani e ingenui davanti alla vita, è importante sentire la tua presenza, la presenza di un uomo come te,un uomo che ha saputo lottare per ciò in cui credeva. Grazie alla tua storia abbiamo capito che la giustizia non è così scontata, ma che raggiungerla richiede sacrifici , dei sacrifici che la maggior parte della gente, di noi, non è disposto a fare. Dalla tua voce rotta dall’emozione ci è tragicamente apparso più vicino, più concreto e più terribile quello che prima era un fantasma lontano, sfocato,appena visibile: la mafia c’è, tu l’hai vista,tu l’hai toccata, tu ne sei stato ferito, e nonostante questo hai continuato a combatterla. Finchè ci saranno uomini come te che hanno il coraggio e l’umiltà di mostrare le proprie ferite a chi è ignaro e inconsapevole,a chi sa ma finge di non sapere, a chi è indifferente, a chi ha paura,continuerà a sopravvivere una speranza . GRAZIE PINO Il presidio “ Renata Fonte”
Per non dimenticare....Pezzi tratti dal libro di Primo levi,"Se questo è un uomo".
....perchè il lager è una gran macchina per ridurci a bestie.Noi bestie non dobbiamo diventare.[...]Perciò si deve voler sopravvivere,per raccontare,per poter portare testimonianza;e che per vivere è importante sforzarci di salvare almeno lo scheletro,l'impalcatura,la forma della civiltà.
I giorni si somigliano tutti,e non è facile contarli.Intorno,tutto ci è nemico.
Sono molto giovane,il che costituisce un pericolo grave.Non solo perchè i ragazzi sopportano peggio degli adulti le fatiche e il digiuno,ma soprattutto perchè qui,per sopravvivere ,occorre un lungo allenamento alla lotta di ciascuno contro tutti ,che i giovani raramente posseggono.
Tutto gli è a tal segno indifferente che non si cura più di evitare la fatica e le percosse e di cercare il cibo.Esegue tutti gli ordini che riceve,ed è prevedibile che,quando lo manderanno alla morte,ci andrà con questa totale indifferenza.
[...]Non c'è più volontà:ogni pulsazione diventa un passo,una contrazione riflessa dei muscoli sfatti.
Sappiamo donde veniamo.Ma dove andiamo non sappiamo.
Noi non torneremo.Nessuno deve uscire di qui,che potrebbe portare al mondo,insieme al segno impresso nella carne,la malanovela di quanto ,ad Auschwitz,é bastato animo all'uomo di fare dell'uomo.
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,Voi che trovate tornando a sera
Il cibo cado e visi amici:
Meditate che questo è stato:
Vi comand queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
ripetetele ai vostri figli.
Primo Levi.
Per non dimenticare ,mai...
La storia ci deve insegnare come vivere ,imparando dagli errori e dalle malefatte che uomini hanno commesso prima di noi.
se combattiamo per un umanità migliore e civile in tutti i campi,dobbiamo sapere e ricordare quando questa civiltà è venuta meno.E non farlo mai più.Perchè non si debba di nuovo nella storia ricordare una cosa simile.
Francesca.
Andragathos : uomo valente?dal "Joe Berti" anno 3 numero 2 settembre 2007
“Conosceva Fortugno?” L’infermiera si allontana seccata, ma il giornalista è insistente, la segue sull’ascensore e nei corridoi, le corre dietro attirando le occhia | ||||